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ImoLUG @ CivisCamp 2010


By phpbbadmin - Posted on 12 Aprile 2010

Il 10 aprile si è tenuto a Faenza CivisCamp, ovvero un barcamp su nuove tecnologie e pubbliche amministrazioni, con un occhio particolare alle realtà medie e piccole.

Il nostro socio Marco asciix Vignoli ha rappresentato ImoLUG partecipando all'iniziativa: segue il personale resoconto in merito.

CivisCamp @ Faenza: impressioni personali

Sabato scorso si è svolto a Faenza il CivisCamp, primo barcamp sul territorio manfredo sviluppato sul tema "Nuove tecnologie e PA". Si legge dal sito: Il barcamp è una “non conferenza”, un evento in cui alcune delle classiche regole dei normali meeting vengono stravolte; il barcamp è una conferenza collaborativa, in cui gli stessi partecipanti possono proporre argomenti, dove chiunque può “salire in cattedra”, allo scopo di favorire il libero pensiero, la curiosità, la diffusione dei temi trattati.

Appena entrati nella sempre soffusa atmosfera del ClanDestino, si poteva scorgere su una lavagnetta la timetable degli interventi in programma, che chiunque poteva personalizzare aggiungendo un post-it con il proprio intervento in uno degli slot vuoti. Anche se la mia presenza si è limitata ad alcune ore e non all'intero evento, l'iniziativa in sè si è rivelata molto interessante e certamente positiva, soprattutto per la discussione partecipata e aperta fra tutti i presenti, durante e specialmente alla fine di ogni speech. Altro aspetto interessante è dato dalla provenienza dei vari partecipanti: Ravenna, Cesena, Forlì, Milano, Bologna, solo per citarne alcuni, aspetto che aumenta il pluralismo e favorisce l'arricchimento reciproco. Ulteriore elemento da pollice in alto: l'alto numero di quote rosa presenti, che dimostra quanto la tecnologia sia una sfera di interesse per l'intera collettività e non solo per una cerchia ristretta di nerd, come troppo spesso si ritiene.
Una nota negativa, invece, è stata indubbiamente la scarsa promozione dell'evento sul territorio faentino: per quanto concerne la mia conoscenza, non si trovavano manifesti in giro per la città – che comunque richiedono un esborso economico – ma nemmeno un evento dedicato su FaceBook!

Parlando brevemente degli interventi, è stato interessante ascoltare l'iniziativa del Comune di Bologna di fornire un servizio di streaming online (e podcasting) dei matrimoni, a basso costo e utile per tutti gli amici e parenti che magari non possono partecipare alla cerimonia fisicamente (per impegni, per problemi di salute, o perché all'estero), nonostante alcuni dubbi legati a questioni di privacy.
Un'altra presentazione, efficace ed esteticamente ineccepibile grazie agli strumenti della mela morsicata, era intitolata “Content is King”, forse un po' fuori tema rispetto al core dell'evento dato che si potrebbe applicare a qualunque ambito: il messaggio principale, più che condivisibile, è la maggiore importanza che dovrebbe essere garantita al contenuto (il messaggio) rispetto al contenitore (il mezzo, la tecnologia/piattaforma usata).
Infine, l'intervento che ho ritenuto essere il più interessante tra quelli a cui ho assistito riguarda il progetto TagBoLab (http://www.tagbolab.ithttp://tagbologna.wordpress.com), portato avanti dal laboratorio di marketing territoriale nel web 2.0, all'interno del Corso di Laurea magistrale in Scienze della Comunicazione pubblica e sociale dell'Università di Bologna, quindi un progetto proveniente dal mondo accademico con un coinvolgimento attivo degli studenti, destinato all'intera collettività (oltre che caratterizzato da molteplici risvolti sul business turistico) con lo scopo di fornire un collettore culturale di tutto ciò che riguarda uno specifico territorio, in questo caso la città di Bologna.

Quest'ultimo progetto matcha perfettamente con gli obiettivi di ImoLUG, poiché uno dei pilastri alla base di questa associazione, aldilà della propensione a Linux e all'open source in generale, è il principio forse più importante della condivisione e diffusione della conoscenza, che astrae dalla tecnologia e si ripercuote sulla comunità intera. Mentre il knowledge divide fra le persone cresce di pari passo con l'innovazione tecnologica da una parte (maggiore complessità) e i tagli del governo dall'altra (ad esempio nell'istruzione e nella ricerca), la tecnologia deve rendere gli uomini liberi e non schiavi, ed in questo contesto la conoscenza diventa condizione necessaria per garantire alle persone la possibilità reale di fare scelte consapevoli nella società.
Marco Vignoli - 2010/04/12

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