Anch'io ero presente (per filmare). Anche secondo me l'incontro è stato molto interessante e ben strutturato, ed improntato su argomenti e punti di vista obiettivi ed efficaci per il pubblico in sala.
Penso che GNU/Linux sia (permettetemi il termine) un "opera sociale" per la società, e non un mero prodotto commerciale. Ed è per questo motivo che - se si vuole introdurre l'uso di GNU/Linux - prima di formare un utente bisogna informarlo su quella che è la filosofia Open e su quello che è il pensiero hacker. Solo così si può essere consapevoli di ciò che si usa, di ciò che si acquista, del perché si fa una scelta piuttosto che un'altra, quando invece il resto del mercato propone soluzioni sorprendenti a problemi tutto sommato inutili (per andare al mercato dovrei comprare un Boeing?).
Durante la serata si è parlato di un nuovo "Rinascimento Informatico": in un certo senso mi sento di essere d'accordo. Come nel '400 l'Umanesimo e il Rinascimento mettevano l'uomo al centro dell'universo, oggi la cultura Open mette l'utente al centro del mondo informatico, fornendogli gli strumenti e le chiavi di accesso per fare liberamente ciò che meglio crede (e spesso meglio), in un mondo (quello proprietario) in cui l'utente è visto come un semplice cliente passivo (e, a volte, come un pollo da spennare

), per il quale il computer è semplicemente un elettrodomestico come gli altri.
Io penso che ci sia anche tutto questo dietro alla filosofia Open, ed è stato giusto - in questo primo incontro introduttivo - parlare di tutto ciò.
Certo, qualcuno sarà rimasto un po' "spiazzato", ma anche per questo penso che l'argomento abbia interessato di più, visto che di queste cose l'uomo della strada non ne conosce neanche l'esistenza e l'importanza.